Acquatinta

Tecnica indiretta intesa ad ottenere attraverso la morsura dell’acido, la granitura della lastra, che nella stampa si traduce in aree tonali con effetti di chiaroscuro. Diversi sono i metodi e i materiali che si usano per fare l'acquatinta, ottenendo risultati abbastanza simili ma sviluppati in modi differenti; tra i più eseguiti abbiamo l'acquatinta col sale, l'acquatinta con polvere di bitume giudaico e l'acquatinta con riserva di colofonia (pece greca). Sulla superficie della lastra (sgrassata) si fa precipitare della polvere di colofonia o di bitume giudaico racchiusa in un sacchetto di tela, setacciando a più riprese. Ponendo successivamente la lastra su una fonte di calore, le particelle resinose si rapprendono aderendo al metallo. Coperte le zone che si vogliono bianche alla stampa, con una vernice per acquaforte, si immerge la matrice nella soluzione acida per la morsura. L’azione corrosiva si manifesterà solamente attorno alle particelle di resina, provocando una granitura del metallo più o meno fitta e profonda, a seconda del grado di copertura e del tempo di morsura. Diverso il procedimento per  l'acquatinta con il sale: sulla lastra si stende un sottile strato di vernice per acquaforte e mentre la lastra è ancora calda si sparge in modo uniforme il sale e dopo breve tempo si solleva la lastra e battendola verticalmente a "coltello" si fa cadere il sale in eccesso. A questo punto la lastra ricoperta di sale viene nuovamente riscaldata lasciandola successivamente raffreddare lentamente per poi immergerla in acqua, così che il sale si sciolga completamente. A questo punto si copriranno con la vernice le zone che si vogliono ottenere bianche prima di porre la lastra in acido per la morsura.
Per ottenere delle campiture uniformi si può utilizzare la cassetta per granire, costruita a tenuta d'aria, nella quale deposta la lastra su una griglia infilata attraverso uno sportello presente lungo il fronte della cassetta, si provocherà con un soffio d'aria il sollevamento della polvere di colofonia o di bitume giudaico depositata sul fondo, polvere che si depositerà lentamente e uniformemente sulla superficie della lastra. Estratta con molta preoccupazione la lastra dalla cassetta la si appoggia sul piano di un fornello o di una piastra riscaldante, a calore non eccessivo ma tale da fondere i granellini di polvere. Si passa quindi alla morsura in una soluzione molto leggera di acido nitrico o di altro mordente.
Un'altro metodo per ottenere una discreta e veloce acquatinta consiste nello spruzzare la vernice sintetica di una bomboletta spray sulla superficie della lastra, precedentemente coperta nelle zone che si vogliono bianche; grande attenzione si dovrà avere durante il processo di morsura affinché la vernice  (magari non ancor bene asciugata) non si stacchi dalla matrice provocando macchie ed effetti indesiderati.

1972 Paesaggio; acquatinta alla colofonia su zinco

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